La romanizzazione della Liguria

Verso la metà del II secolo a.C. in Liguria ebbe inizio il processo di romanizzazione. Non abbiamo un repertorio di fonti scritte continuativo ed esaustivo a proposito: scarse sono le notizie sui trattati di alleanza con le singole tribù liguri. L’unico foedus menzionato chiaramente è quello del 201 con gli Ingauni ad opera di Publio Elio Peto; agli anni 238-233 a.C. viene fatto risalire il foedus aequum con Genua che appare omai pienamente inserite nella sfera romana, mentre è di data incerta quello con Portus Lunae, già usato dalle flotte romane quasi vent’anni prima della deduzione della colonia di Luna.

Probabilmente le alleanze con altre tribù liguri furono dettate dalla necessità dei Romani di scongiurare la formazione di grandi alleanze locali in funzione antiromana. A tal proposito, è certo che già nel 171 a.C., furono reclutati in Liguria duemila uomini da impiegare nella terza guerra macedonica e che ausiliari liguri combatterono nella fase finale del conflitto contro Perseo, portando un notevole contributo alla difesa romana grazie all’uso del loro caratteristico scudo.

E’ fortemente probabile che anche negli anni successivi i Liguri fornirono truppe ausiliarie, infatti gli autori antichi citano continuamente le coorti liguri presenti in numerose guerre. E’ sicuro inoltre che dalla metà del II secolo a.C. furono costruite in territorio ligure grandi strade consolari, favorendo la nascita lungo di esse di centri e stazioni.

Circa l’origine di insediamenti urbani liguri abbiamo scarse notizie; le uniche riguardano la fine del III secolo a.C. e la ricostruzione di Genua, alleata di Roma, a cui fu assegnato il propretore Spurio Lucrezio.

Scarse sono anche le fonti circa le espropriazioni di terre, le deportazioni coatte e le conseguenti deduzioni coloniali se si eccettua il caso dei Liguri Apuani, trasferiti nel 180 a.C. nel Sannio, lasciando libero un vasto territorio, parzialmente utilizzata per la deduzione della colonia latina di Luca e quella romana di Luna (177 a.C.).

In genere, i Romani in Liguria preferirono la via della distribuzione viritana di terre (assegnazione di lotti di agro pubblico non connessa con la creazione di una nuova comunità coloniale o l’ampliamento di una preesistente) a Romani e Latini, lasciando una parte della regione sottomessa in possesso delle popolazioni locali e trasformando alcune tribù liguri in foederatae non latine di Roma, anche se non abbiamo date certe e decumentate relative a questo processo e alla fondazione di centri urbani in questa specifica fase.

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