La Villa del Principe a Genova

La Villa del Principe è una delle principali ville storiche di Genova, realizzata nel Cinquecento in una zona che, all’epoca, si trovava fuori delle mura della città. Edificata come residenza privata del principe ammiraglio genovese Andrea Doria, in cui vi ricevette sovrani e diplomatici di ogni parte del mondo. Dalla sua reggia, posta immediatamente al di fuori dall’antica porta di San Tomaso, verso Capo di Faro ove sorge la Lanterna, Andrea Doria esercitava la sua influenza sulla città pur rimanendo a distanza dal Palazzo Ducale, dove si decidevano ufficialmente le sorti della città.

La villa presenta molteplici restauri e rimaneggiamenti. A nord si presenta chiusa e compatta, caratterizzata dal portale realizzato da Perin del Vaga e Silvio Cosini, che reca sul timpano l’arma dei Doria e la scritta “Fundavit eam Altissimus“. La facciata sud, a mare, presenta un alternarsi di logge e terrazze dal fascino particolare. L’interesse fu sempre più rivolto alla decorazione che alla struttura, con un risultato che stupisce per il gioco dei colonnati, delle terrazze e delle logge. Notevole è il grande ciclo di affreschi e stucchi a tema mitologico, eseguito da Perin del Vaga nella Loggia degli Eroi, con Antenati Doria alla pareti e le Virtu Romane nelle volticelle, di cui scrisse anche il Vasari.

Il Salone della Caduta dei Giganti e gli Arazzi di Alessandro Magno è la sala principale dell’appartamento di Andrea Doria, luogo cerimoniale per eccellenza del palazzo, vi si svolgevano feste e banchetti sontuosi: qui fu collocato il trono di Carlo V durante i soggiorni dell’imperatore nel palazzo. L’estesa volta è decorata con la scena della Caduta dei Giganti. Vi si trova anche un grande camino in marmo bianco, importanti ritratti di Andrea e di altri membri della stirpe e un ciclo di arazzi del Quattrocento, di manifattura fiamminga e di origine borgognona, gli Arazzi di Alessandro Magno, eredi della tradizione letteraria medievale del cosiddetto Romanzo di Alessandro.

Completa l’esterno il Parco. Per portare l’acqua alle sue fontane, fu creato a monte il lago artificiale del Lagaccio, che, ormai prosciugato, dà il nome al quartiere omonimo di Genova. Verso lato mare, il giardino all’italiana conserva la Fontana del Tritone e la Fontana del Nettuno realizzata nel 1599-1601. A monte il Parco un tempo presentava le scalinate monumentali, ninfei e una statua alta otto metri dedicata a Giove, chiamata dai genovesi “il Gigante”, alla cui base fu sepolto il “gran Roldano”, il cane prediletto di Andrea Doria. Questa parte è andata perduta a causa della costruzione della ferrovia nel 1854 e dell’Albergo Miramare (Gino Coppedè) nel 1913.

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