Le guerre romano-liguri

Le guerre romano-liguri ebbero inizio nella seconda metà del III secolo a.C.. Presto interrotte dall’impellente guerra contro Cartagine, ripresero subito dopo, sviluppandosi per tutto il II secolo a.C. e si conclusero nel 14 a.C. con la sconfitta delle tribù delle Alpi Marittime ad opera di Augusto.

La guerra non fu scatenata da una vera e propria esigenza di possesso del territorio, quando dalla necessità dei Romani di avere piena possibilità di transito per terra e per mare attraverso la zona ligure. In generale, data la grande abilità dei Liguri di sfruttare al loro vantaggio le caratteristiche fisiche del loro territorio, impervio e inaccessibile ai Romani, e data la loro abitudine a tendere agguati ai nemici per poi fuggire senza affrontarlo in campo aperto, si trattò per lo più di episodi di guerriglia e non di una vera e propria guerra.

Tuttavia, questi episodi di guerriglia furono così frequenti e pericolosi per i Romani che i Liguri si guadagnarono la fama di mendaces e fallaces (bugiardi, ingannevoli), epiteti che attribuì loro Catone il Censore.

Soldati agili e valorosi e perfetti conoscitori dei nascondigli offerti dalla loro terra, i Liguri vennero domati con gran fatica dai Romani che non combattevano volentieri dalle nostre parti, essendo le campagne militari liguri ricche di fatica e povere di bottino, come metteva in luce Livio in un passo famoso:

“Era qui un nemico che pareva nato apposta per mantenere nei Romani l’allenamento militare durante i periodi di intervallo fra le grandi guerre e non c’era provincia che più stimolasse i soldati ad atti di valore (…) In Liguria c’era tutto quello che può tenere i soldati in stato di allarme: luoghi montuosi e difficili, che davano già a fare a occuparli, e a scacciarne i nemici quando erano già occupati; sentieri duri e stretti, pericolosi per le possibili insidie, un nemico celere e spedito nei movimenti che ti arriva all’improvviso e non lasciava un momento di tregua, non un luogo sicuro e tranquillo; la necessità di espugnare posizioni fortificate che portava con sè pericoli e disagi insieme, e poi una regione povera che costringeva i soldati ad una vita sobria e ben poco offriva di preda. “

Il testo di Livio offre in alcuni capitoli dei libri XXI e XLV, relativi agli avvenimenti dal 218 al 167 a.C., la narrazione più dettagliata e le notizie più esaurienti sulla fase culminante della guerra. Le fasi anteriori e posteriori si possono ricostruire da fonti letterarie solo in linea generale, ad eccezione di un lungo frammento di Polibio sugli avvenimenti del 154 a.C. contro Ossibi e Deciati.

La prima fase del conflitto romano-ligure

La ripresa del conflitto romano-ligure

La guerra contro i Liguri Apuani

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